Questo catalogo non si limita a documentare una sequenza di immagini: costruisce un tempo di osservazione.
Le dodici fotografie che lo compongono nascono da un’attenzione alla natura che non cerca di definirla né di fissarla in una forma stabile. Lavorano piuttosto per sottrazione, restando aderenti a ciò che accade nei margini del visibile: variazioni di luce, superfici attraversate dal tempo, dettagli che emergono solo in uno sguardo prolungato.
La natura non è qui intesa come paesaggio riconoscibile, ma come presenza diffusa e intermittente. Acqua, terra, riflessi, materia: elementi essenziali che perdono la loro immediatezza e si aprono a una lettura più lenta. Le immagini non si offrono in modo diretto, ma richiedono un tempo di assimilazione.
Sfogliando il catalogo, si percepisce una continuità non narrativa ma percettiva. Ogni fotografia funziona come una soglia, e il passaggio da una all’altra non costruisce una storia, ma un ritmo. All’inizio lo sguardo resta in superficie; progressivamente si lascia coinvolgere, entra nelle variazioni minime che costituiscono il lavoro.
Non si tratta di immagini che guidano, ma che accompagnano. La loro forza sta nella discrezione, nella capacità di mantenere aperto ciò che mostrano. In questo senso, il catalogo non conclude l’esperienza, ma la prolunga in forma silenziosa.
Ciò che resta, alla fine, non è una comprensione definitiva, ma una diversa disponibilità dello sguardo: più lento, più attento, meno orientato alla ricerca di un significato immediato.
Anna Giulia Pagliuso
Radici
a cura di Massimo Montanile
24 pagine, 12 illustrazioni a colori;
Spirale metallica con alette, formato 15,5 × 16,5 cm
2026
ISBN 978-88-95742-91-5
Euro 10,00

